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Percorsi riscoperti dell'arte italiana nella VAF-Stiftung 1947-2010 Ideale prosecuzione della mostra del 2005 intitolata "Un secolo di arte italiana", questo evento espositivo si divide in due mostre distinte.
La prima ha come tema predominante la riscoperta di quegli artisti che dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta sono stati protagonisti di un ricco percorso espositivo e creativo, ma che sono stati in parte dimenticati dalla critica militante. Con questa mostra si vuole documentare la storia dell’arte italiana dal secondo dopoguerra, ponendo attenzione innanzitutto ai molti gruppi formatisi in quegli anni. Si tratta di esperienze come quella del “Gruppo nucleare”, del quale hanno fatto parte tra gli altri Franco Bemporad, Enrico Baj, Roberto Crippa, Gianni Dova e Piero Manzoni, presente in mostra con un “Senza titolo” del 1957. Oppure di “Tempo 3” (Arnaldo Esposto, Gianni Stirone, Riccardo Guarneri, Attilio Carreri) di “Sperimentale p.” (Francesco Guerrieri, Lia Drei). Particolarmente importante la sezione che documenta tendenze artistiche come il Razionalismo concreto, il Costruttivismo e l’Informale. La ricchezza e la completezza di questa parte della mostra testimoniano come molti siano gli artisti italiani che hanno proseguito lungo la via dell’astrazione affermatasi in Italia durante gli anni Trenta; e, per converso, di come altrettanto nutrito fosse il gruppo di artisti che reagirono al rigore dell’astrazione per seguire un’espressività comunque non figurativa ma legata all’energia e alla libertà del gesto. L’informale è rappresentato in mostra da opere degli anni Cinquanta e Sessanta di Toti Scialoja, Franco Meneguzzo e Gianni Bertini, dalla declinazione in senso marcatamente segnico di Achille Perilli e soprattutto dalle sperimentazioni polimateriche di artisti come Gino Marotta, Edgardo Mannucci, Gino Marotta, Andrea Raccagni e naturalmente Agenore Fabbri, estesamente collezionato da Feierebend e a cui è dedicata una mostra-concorso biennale, giunta nel 2011 alla quinta edizione, che la VAF-Stiftung organizza e promuove per fare il punto sulle posizioni attuali dell’arte italiana. L’opera di Fabbri, in questi mesi è stata oggetto anche in una retrospettiva curata dal Mart ed esposta al Museo della Permanente di Milano. Sono della fine degli anni Sessanta le opere di artisti impegnati in una critica ironica o feroce della società, come Vettor Pisani e Gino de Dominicis (“Una tomba per Claretta Petacci”, 1974), Gianni Bertini (“Oil”, 1965 e “Che sacramento”, 1968), Sergio Lombardo (“Charles De Gaulle”, 1961-62), Bruno Di Bello (“Berlino. Rudi Dutschke”, 1968), ma anche Paolo Baratella, Fernando De Filippi, Umberto Mariani o Giangiacomo Spadari. Il secondo percorso della mostra è dedicato agli artisti più giovani della collezione, esposti in dialogo con la generazione attiva negli anni Ottanta (Stefano Di Stasio, Carlo Maria Mariani, Aldo Mondino). I nomi sono stati selezionati dai curatori del Mart con lo stesso Volker W. Feierabend. Si tratta di preferenze maturate dal collezionista nel corso delle lunghe fasi di ricerca, selezione e progettazione delle edizioni del Premio Agenore Fabbri. La prima sezione di questo secondo percorso testimonia la propensione del collezionista verso una rappresentazione figurativa, con le opere di Antonella Bersani, Davide La Rocca, Dacia Manto, Federico Pietrella, Cristiano Pintaldi e Nicola Verlato. In un successivo capitolo sull’astrazione, accanto ai cementi lavorati di Arcangelo Sassolino, spiccano i light box di Pino Falcone, le lamiere di Riccardo De Marchi e le scritture su tela di Sergio Fermariello. La mostra si conclude con una sezione intitolata Concettualismo ironico. Tematiche familiari al pubblico del Mart, che in questi anni ha avuto modo di ammirare molte opere delle correnti internazionali di arte concettuale, qui declinate da artisti italiani come Andrea Facco, Corrado Bonomi, Carlo De Meo, Hubert Kostner, Enrico Iuliano, Antonio Riello.
Laboratorio delle Arti VENTIPERVENTI - dal 5 febbraio al 5 marzo 2011 orario: martedì-sabato 16-19
LDA - Laboratorio delle Arti Associazione Culturale compie dieci anni di attività. Il percorso fin qui compiuto ci ha consentito di far conoscere opere di artisti affermati a livello nazionale ed internazionale e di coinvolgere giovani artisti aiutandoli a muoversi nel difficile mondo dell’arte.
Alice Acerbi, Benedetta Alfieri, Marcel Alocco, Luigi Anceschi, Sergio Anelli, Max Araldi, Fabio Bassani, Raffaello Becucci, Annamaria Belloni, Daniela Benedetti, Francesca Bersani, Massimo Bersani, Lella Bertante, Gianni Bertini, Romano Bertuzzi, Alessandra Bonomini, Giannetto Bravi, Enrico Caccialanza, Maurizio Calza, Andrea Capucci, Massimiliano Carraglia, Elisabetta Casella, Gian Carlo Castelli, Giorgio Celon, Biagio Cepollaro, Marco Circhirillo, Laura Comin, Francesco Corbetta, Corrado Costa, Michele Costa, Roberto Dassoni, Mauro De Carli, Nikka Dimroci, Filippo Falaguasta, Lorenzo Fontanelli, Didier Gasc, Anna ROSA FAINA Gavazzi, Ralph Gelbert, Isabella Genovese, Bruno Gianesi, Alberto Gianfreda, Courtney Gregg, Serena Groppelli, Margherita Labbe, Cesare Leonardi, Ugo Locatelli, Davide Longfils, Arrigo Lora-Totino, Simona Luchian, Patrizio Maiavacca, Francesca Manetta, Valeria Manzi, Eric Massholder, Giuliano Mauri, Eugenio Miccini, Nino Migliori, Martin Miguel, Sandra Montagna, Claudio Parrini, Alberta Pellacani, Fernando Picenni, Lamberto Pignotti, Luciano Pivotto, Paolo Poggioli, Romano Ragazzi, Chiara Rame, Marco Rigamonti, Annalisa Riva, Ornella Rovera, Camilla Sala, Laura Salvini, Laura Segalini, Emilio Solenghi, Roberto Sommariva, Renato Sorrentino, Valerio Spagnoli, Aldo Spoldi, Yosuke Taki, Attilio Tono - Veronique Pozzi, Franco Vaccari, Claudia Valla, Samantha Veneziani, William Xerra
inaugurazione della mostra
La Galleria Cavana Arte Contemporanea è lieta di annunciare questa mostra dedicata a Gianni Bertini, artista recentemente scomparso che nel corso di oltre cinquanta anni di attività ha attraversato numerose stagione creative. L’artista esordisce aderendo al MAC (Movimento Arte Concreta), in seguito sarà considerato tra i migliori pittori informali, si avvicinerà alla Pop Art ed al Nouveau Realismo, spesso anticipando con i suoi lavori queste tendenze, per poi fondare con Mimmo Rotella ed altri, sotto lo sguardo critico di Pierre Restany, il movimento della Mec Art. Da allora Gianni Bertini espone in importanti gallerie, in spazi pubblici e in musei sia in Italia sia all’estero. In questa mostra, nata dalla collaborazione tra Gianni Bertini e Luca Cavana, saranno proposte una serie di opere su carta e su tela di piccole, medie e grandi dimensioni, che andranno a testimoniare le differenti declinazioni del lavoro di Gianni Bertini che, come lui stesso spiega, nasce e si sviluppa nel momento in cui ci si trova ad avere un muro da abbattere, una barriera da superare o un ostacolo da scavalcare. La mostra è accompagnata da una pubblicazione contenente tutte le immagini delle opere in mostra e un’intervista a Gianni Bertini realizzata da Federico Sardella nello studio di Nansola, pochi giorni prima della sua scomparsa
La mostra rimarrà aperta dal 30 ottobre al 27 novembre Dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.30; domenica su appuntamento Cavana Arte Contemporanea |